Orientamenti operativi per educare al rispetto

Un impegno condiviso per prevenire ogni forma di violenza

🇪🇺 Alto Patrocinio del Parlamento Europeo
🏛️ Patrocinio del Comune di Venezia

11 linee guida concrete per prevenire la violenza nei contesti educativi

Strumenti operativi immediatamente applicabili per scuole, servizi sociali, organizzazioni e comunità educanti.

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Perché questi Orientamenti servono oggi

Chi educa lo sa: la violenza raramente esplode all’improvviso.
Cresce nel non detto, nelle pratiche normalizzate, nelle parole sbagliate, nelle omissioni.

Gli Orientamenti Operativi per Educare al Rispetto nascono per questo:
offrire strumenti chiari, condivisi e utilizzabili che aiutino chi educa a sentirsi meno solo, più autorevole, più competente.

Non indicano “la risposta giusta”, ma una direzione educativa comune, fondata su cura, responsabilità e prevenzione.


Cosa sono gli Orientamenti Operativi

Gli Orientamenti sono il risultato del VII Residenziale Nazionale CIAPE, tenutosi a Venezia (Isola di San Servolo) il 2 e 3 dicembre 2025.

Due giornate immersive di peer learning, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, che hanno riunito 15 tra i maggiori esperti italiani in educazione, prevenzione della violenza, diritti e attivismo sociale.

Il documento rappresenta una risposta educativa concreta all’urgenza della violenza in tutte le sue forme:
fisica, psicologica, sessuale, economica, digitale, istituzionale e simbolica.


Un toolkit pronto all’uso

Gli Orientamenti non sono un manifesto teorico.
Sono 11 strumenti operativi, ciascuno strutturato con:

Cosa fare
Cosa evitare
🎯 Cosa promuovere
📌 Esempi di applicazione nei contesti educativi

Pensati per essere utilizzabili subito, adattabili e replicabili, senza bisogno di interpretazioni accademiche.


A chi sono rivolti

Gli Orientamenti sono pensati per chi, a vario titolo, educa, accompagna, coordina, prende decisioni:

Ogni orientamento è pensato per tradursi in azione educativa concreta.

Gli 11 Orientamenti Operativi

Ogni orientamento è pensato per tradursi in azione educativa concreta.

1. Ascoltare davvero per trasformare

Superare il paternalismo e riconoscere il valore degli “esperti per esperienza”.

2. Dare un nome alla violenza per impedirle di agire

Riconoscere, nominare e mappare anche le forme silenziose e normalizzate.

3. Riconoscere e arginare l’ansia di controllo

Decostruire l’idea che gelosia e controllo siano sinonimi di amore.

4. Crescere nel corpo, non contro il corpo

Educare fin dall’infanzia a consenso, autonomia corporea e pluralità dei corpi.

5. Fare della scuola uno spazio sicuro, davvero

Contrastare discriminazioni e violenze verso studentə LGBTQIA+ con procedure chiare.

6. Guidare senza dominare

Ripensare l’autorità educativa come cura, trasparenza e responsabilità.

7. Guardare con più occhi

Allenare uno sguardo intersezionale per riconoscere discriminazioni multiple.

8. Far ridere senza ferire

Usare l’ironia come strumento pedagogico anti-abilista, che problematizza il potere.

9. Insegnare l’arte di litigare bene

Trasformare il conflitto in apprendimento sociale, con metodi chiari e condivisi.

10. Trasformare il conflitto in connessione

Applicare giustizia riparativa e comunicazione nonviolenta per ricostruire relazioni.

11. Costruire organizzazioni che si prendono cura per davvero

Trasformare la cura da gesto individuale a competenza organizzativa strutturale.


Le forme di violenza affrontate

Gli Orientamenti si basano sulla definizione OMS di violenza come uso intenzionale della forza o del potere che produce o può produrre danni fisici, psicologici o sociali.

Affrontano in modo integrato:

  • Violenza fisica
  • Violenza psicologica
  • Violenza sessuale
  • Violenza economica
  • Violenza digitale
  • Violenza istituzionale
  • Violenza simbolica

Con un focus costante su prevenzione, riconoscimento precoce e responsabilità educativa.


La Pedagogia del Bello come prevenzione

Gli Orientamenti si radicano nell’ottavo principio del Manifesto della Pedagogia del Bello: la Cura.

Non come gesto episodico, ma come metodo educativo strutturale.

Bello significa:

  • Degno
  • Curato
  • Significativo

Perché la bellezza non ferisce:
previene la violenza, rendendo possibili relazioni fondate sulla pari dignità.

👉 Visita il sito della Pedagogia del Bello


Vuoi portarli davvero nella pratica?

Gli Orientamenti sono un punto di partenza.

CIAPE ha progettato percorsi formativi, laboratori e accompagnamenti operativi per aiutare scuole, servizi e organizzazioni a metterli a terra, adattandoli ai contesti reali.

Possibilità di implementazione

Partecipa al webinar di presentazione

📅 11 marzo – ore 13:30

Un incontro gratuito per:

✅ Comprendere il senso degli Orientamenti
✅ Vedere esempi di applicazione concreta
✅ Conoscere i percorsi formativi collegati
✅ Confrontarti con il team CIAPE

👉 Iscriviti al webinar di presentazione


Il Comitato di ricerca attivo sugli Orientamenti

Gli Orientamenti sono il frutto dell’intelligenza collettiva di 24 professionisti ed esperti che hanno lavorato con metodo di peer learning durante il VII Residenziale CIAPE.

Panel di Eccellenza Nazionale

Marianella Sclavi

Fondatrice Ascolto Attivo srl, già docente Politecnico di Milano

Scrittrice di esperienze positive in situazioni complesse con approccio di ricerca-azione, etnografico. Il suo libro ‘L’arte di ascoltare e mondi possibili’ è un testo di riferimento per chi lavora nei contesti educativi e trasformativi. Sclavi porterà un approccio maieutico e deliberativo alla gestione creativa dei conflitti. La sua proposta educativa si fonda sul rispetto dei tempi, dei silenzi, della pluralità dei punti di vista, contribuendo a costruire una pedagogia del confronto nonviolento.

Patrizia Romito

Senior scholar Università di Trieste, Comitato Scientifico Fondazione Giulia Cecchettin

Docente e formatrice di riferimento in Italia sul tema della violenza di genere, componente del Comitato Scientifico della Fondazione Giulia Cecchettin, Romito propone un intervento fondato su evidenze scientifiche e strumenti OMS. Il suo apporto aiuta a decodificare le dinamiche della violenza fisica e domestica e fornisce strumenti per l’intervento educativo e preventivo con adolescenti, operatori e scuole.

Alessia D’Innocenzo

Responsabile prevenzione, Differenza Donna

Con una lunga esperienza nei contesti educativi e giovanili, Alessia D’Innocenzo porta l’approccio femminista e intersezionale di Differenza Donna alla prevenzione della violenza di genere. Il suo laboratorio valorizza l’ascolto, l’empatia e il coinvolgimento attivo di studenti e docenti per costruire relazioni sane e consapevoli. Propone strumenti concreti e trasformativi già sperimentati in oltre 50 scuole italiane.

Valentina Manca

Psicoterapeuta interazionista, Rete Educare alle Differenze

Formatrice, psicologa scolastica e psicoterapeuta interazionista della rete nazionale Educare Alle Differenze, porta un approccio sistemico e intersezionale all’educazione sessuoaffettiva e alla rappresentazione delle identità. Il suo contributo al residenziale consiste nel mostrare pratiche didattiche trasformative e materiali alternativi per una scuola capace di educare al rispetto attraverso la presenza e visibilità di tutte le soggettività.

Elena Passerini

Formatrice, CPP Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti

Formatrice e progettista, Passerini introduce il metodo “Litigare Bene” di Daniele Novara come via educativa per gestire i conflitti. Il laboratorio propone tecniche replicabili per trasformare il litigio in opportunità di crescita, affermando che educare al rispetto significa anche imparare a stare nel disaccordo con cura e competenza. Un’esperienza concreta, giocata su spazi, parole e relazioni.

Giovanni Faraone

Avvocato, formatore in Comunicazione Nonviolenta

Avvocato e counselor, Giovanni Faraone porta un laboratorio fondato sulla giustizia riparativa e sui linguaggi della CNV. La sua esperienza nelle scuole promuove sistemi di gestione dei conflitti radicati nella comunità. Il rispetto, in questa visione, passa per la capacità di tenere aperto il dialogo anche nella tensione, sostenendo il gruppo nel costruire risposte collettive e trasformative.

Mariangela Giusti

Già docente universitaria – Università Milano Bicocca

Docente e pedagogista interculturale, Giusti pone al centro della sua riflessione educativa il concetto di fiducia, relazione e cura. La sua esperienza promuove un’educazione che riconosce e valorizza le differenze culturali e simboliche come elementi fondanti di rispetto reciproco e dialogo educativo.

Maria Rita Fiasco

Executive Coach

Coach ed esperta di sviluppo organizzativo, Fiasco propone un modello di leadership fondato su empatia, sicurezza psicologica, ascolto non giudicante e valorizzazione della persona. La sua esperienza è fondamentale per connettere la cultura del rispetto ai contesti di lavoro e alle dinamiche relazionali professionali.

Barbara Centrone

Divulgatrice, formatrice, attivista – Università Roma Tre

Barbara Centrone unisce ricerca accademica, pratica scolastica e attivismo queer e antiabilista. Attraversa con uno sguardo radicale e intersezionale i mondi dell’educazione, della disabilità e delle differenze di genere, promuovendo pratiche didattiche trasformative. Sperimenta l’uso di linguaggi simbolici, fumetti e ironia come strumenti educativi per smontare stereotipi e costruire relazioni inclusive. 

Federica Fabrizio (Federippi)

Attivista, formatrice e divulgatrice femminista

Federica Fabrizio è attivista, formatrice indipendente e divulgatrice femminista; conosciuta anche come Federippi, anima spazi di peer learning e azione collettiva. Con un approccio intersezionale e attento al benessere relazionale, porta i suoi laboratori in festival, scuole, spazi sociali e coworking, promuovendo nuove modalità di attivismo quotidiano.

Nogaye Ndiaye

Scrittrice, giurista e attivista

Nogaye Ndiaye è scrittrice, giurista e attivista; si occupa di diritti umani, razzismo strutturale e nuove cittadinanze. È autrice del saggio Fortunatamente nera e collabora con università e centri culturali per promuovere narrazioni decoloniali e consapevolezza intersezionale nelle nuove generazioni.

Fabiana Colajori & Chiara Frontini

Musicarterapeute – Libelà APS

Esperte nel lavoro con giovani e bambini, Fabiana Colajori e Chiara Frontini propongono laboratori che intrecciano musica, arte e corporeità per educare al rispetto e all’inclusione. Il loro approccio valorizza l’esperienza sensoriale e relazionale come strumento pedagogico trasformativo. Sono ideatori, insieme a CIAPE, del percorso BASE.

Team Centro Antiviolenza

Comune di Venezia: Gessica Da Dalt, Patrizia Marcuzzo, Laura Sartori, Claudia Stefani

Curatela e coordinamento: CIAPE – Centro Italiano per l’Apprendimento Permanente

Direzione scientifica: Eleonora Perotti, Presidente CIAPE e Ambasciatrice Programma Erasmus+ per l’Educazione degli Adulti, insieme a Irene De Laurentiis – Project management officer, Mario Cusmai – Futurista e Facilitatore degli apprendimenti, Vanessa Nirchi – Tecno-psicologa ed educatrice presso case rifugio, Federica Farina – Interprete e Project manager.

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