Progetti UE – Infanzia

PROMUOVIAMO L’INNOVAZIONE DIDATTICA IN EUROPA

Prendiamo ispirazione dalle sfide della società odierna per creare opportunità, nuovi approcci, strumenti e risorse utili alla capitalizzazione dei risultati processi di apprendimento formali, non formali e informali.

PROMUOVIAMO L’INNOVAZIONE DIDATTICA IN EUROPA

Prendiamo ispirazione dalle sfide della società di oggi per creare opportunità, nuovi approcci, strumenti e risorse utili alla capitalizzazione dei risultati processi di apprendimento formali, non formali e informali.

L’Educazione e cura della prima infanzia (ECEC) riveste ormai un ruolo centrale nell’agenda politica dell’Unione Europea. Un corpus di ricerca in rapida espansione contribuisce a stimolare l’interesse verso i primi anni di vita del bambino, sottolineando il potenziale dell’accesso a servizi di qualità in termini socio-economici, educativi e di sviluppo di cui la società tutta beneficerebbe.

L'importanza dell'educazione e cura della prima infanzia per l'apprendimento permanente, la coesione e l'inclusione sociale

 

Apprendimento e istruzione non hanno avvio con la scuola dell’obbligo ma alla nascita. I primi anni di vita sono determinanti dal punto di vista dello sviluppo fisico e cognitivo, della socialità ed emotività del bambino, con un impatto profondo e duraturo sul futuro dell’individuo e del contesto in cui esso vive e agisce.

L’accresciuta attenzione verso l’educazione e cura della prima infanzia trova spiegazione anche nei profondi cambiamenti demografici ed economici che gli Stati Membri dell’UE hanno subito negli ultimi anni, risultanti in una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, nel prolungamento della vita lavorativa e nella progressiva evoluzione delle aspirazioni di carriera, nel ridimensionamento del ruolo dei nonni nell’assistenza all’infanzia, nel calo dei tassi di fertilità unitamente all’aumento dell’età del concepimento del primo figlio, in una società sempre più multiculturale e interconnessa. Tutto ciò ha cambiato radicalmente l’organizzazione dell’assistenza all’infanzia, spostando i riflettori al di fuori del contesto familiare.

La disponibilità di servizi di educazione e cura della prima infanzia di alta qualità è ormai una priorità assoluta per l’Unione e i suoi Stati Membri, nonostante il persistere di notevoli differenze all’interno e tra i Paesi, tra il settore pubblico e il privato, tra le aree urbane e quelle rurali, così come tra le fasce d’età oggetto di attenzione (0-3 e 3-6). Il Pilastro europeo dei diritti sociali e la Comunicazione della Commissione sullo sviluppo scolastico e l’eccellenza nell’insegnamento sottolineano il diritto dei bambini a servizi di alta qualità verso un miglioramento dei risultati scolastici e lo sviluppo delle competenze sociali dei più piccoli. Pertanto, l’educazione e cura della prima infanzia deve essere ripensata quale fondamento dei sistemi di istruzione e formazione ed incipit di un continuum educativo in linea con gli obiettivi dell’apprendimento permanente.

Il 22 maggio 2018 il Consiglio Europeo, accogliendo la proposta avanzata il 17 gennaio 2018 dalla Commissione, ha varato la Raccomandazione relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente, facendo esplicito riferimento all’educazione e cura della prima infanzia e all’importanza di sostenere lo sviluppo delle competenze, in particolare quelle sociali ed emotive, nel settore.

L’operato dei professionisti ECEC ha un impatto duraturo sulla vita dei bambini. La letteratura mostra che molte delle percezioni più suscettibili di pregiudizio (e.g. etnia, età, caratteristiche fisiche, composizione familiare, classe economica…) vengono sviluppate, interiorizzate, ed eventualmente connotate negativamente, intorno ai due anni di età. Fanno seguito, dall’età di tre anni circa, atteggiamenti e pregiudizi espressi attraverso l’interazione sociale in gruppi di pari, dentro e fuori le strutture vocate all’istruzione e alla formazione.

I professionisti ECEC possono farsi portatori di svariati punti di vista su come gestire i concetti di uguaglianza, inclusione e diversità, e dunque esperienze di disabilità, identità di genere non binarie, minoranze etniche… Questo rafforza l’urgenza di rendere disponibile, per gli addetti ai lavori, una guida concreta per lo sviluppo di conoscenze, abilità e competenze specifiche.

l progetto DIVERSITY+: Strumenti per la Governance, il Benchmarking e la Formazione per un sistema di Educazione e Cura della Prima Infanzia più Inclusivo

Prendendo le mosse dalla Raccomandazione della Commissione “Investire nei bambini: spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale”, il progetto mira a sviluppare strumenti di governance, benchmarking e formazione per la professionalizzazione del settore ECEC, affinché questo giochi finalmente il suo pieno potenziale in termini di sviluppo individuale e coesione sociale.

In particolare, il progetto vuole sostenere un approccio olistico che consenta alle organizzazioni ECEC di ripensarsi sotto una luce che sia realmente inclusiva di tutte le specificità ed esigenze dei minori e delle loro famiglie. Questo sarà ottenuto ricalibrando l’offerta dei servizi in linea con gli standard fissati dal Quadro di qualità ECEC dell’Unione Europea, e determinerà l’aumento del coinvolgimento, nei servizi ECEC, di bambini provenienti da gruppi emarginati o vulnerabili. Parallelamente, il personale ECEC svilupperà competenze sociali chiave, contribuendo a migliorare il processo di inclusione sociale dei Paesi e delle comunità coinvolte.

La cassetta degli attrezzi è così composta:

  1. Una Carta Diversity+ che fissa i requisiti minimi affinché un’organizzazione ECEC possa considerarsi inclusiva delle diversità;
  2. Uno strumento di valutazione, digitale e interattivo, che tracci la rotta verso il miglioramento dei servizi offerti dalle organizzazioni ECEC, supportandole in concreto negli step da seguire;
  3. Un profilo di competenze basato sul Quadro Europeo delle Qualifiche e relative risorse formative, per lo sviluppo del ruolo del Diversity Ambassador;
  4. Un serious game che aiuterà i professionisti ECEC a rimuovere atteggiamenti negativi e pregiudizi tra i bambini, favorendo al contrario lo sviluppo di competenza trasversali quali empatia, compassione e consapevolezza in relazione ai temi dell’uguaglianza e della diversità.

Il target del progetto DIVERSITY+

La necessità di agire a livello strutturale e sistemico fa di Diversity+ un progetto in grado di rivolgersi ad una serie di gruppi target:

Manager e responsabili ECEC: sono i promotori della governance delle strutture ECEC, i primi da intercettare affinché gli approcci e gli strumenti messi a disposizione dall’iniziativa possano acquisire un effetto moltiplicatore in grado di creare un impatto profondo e duraturo nelle attività quotidiane degli ambienti destinati all’educazione e cura della prima infanzia.

Educatori e assistenti attivi in strutture ECEC dedicate a bambini dai 3 anni fino all’età della scuola dell’obbligo: essi contribuiscono a realizzare contesti di apprendimento e crescita inclusivi delle diversità, attraverso l’attivazione di competenze chiare e approcci specialistici.

Bambini di età compresa tra 3 e 6 anni e le loro famiglie: forniscono una cornice di senso indispensabile alle attività progettuali, essendo lo scopo ultimo di Diversity+ l’incremento del tasso di partecipazione ai servizi ECEC di tutti i bambini, con particolare riguardo per quelli con bisogni speciali o minori opportunità.

Decisori politici e altri portatori di interesse attivi nell’ECEC: il progetto intende agire sul quotidiano dei servizi di educazione e cura della prima infanzia attraverso un ripensamento delle politiche settoriali e della cultura che le informa. I risultati e le buone pratiche raccolte contribuiranno a creare una solida base analitica e metodologica da cui partire.

La cassetta degli attrezzi di DIVERSITY+

La Carta Diversity+ è pensata per i manager e i responsabili ECEC, affinché siano aggiornati circa le disposizioni e gli standard internazionali cui conformarsi al fine di poter accrescere il livello qualitativo dei servizi in un’ottica di inclusione e uguaglianza. Questo prevede altresì l’analisi dell’approccio alla selezione e formazione del personale, alla progettazione delle attività, alla concreta offerta di servizi, ecc.

Sebbene l’idea di una Carta per la progettazione dei servizi esista a livello regionale in alcuni Paesi europei, il limite consiste nella concentrazione su bisogni specifici, oltre che sul focus, frequentemente orientato su bambini più grandi.

Pertanto, per quei Paesi partner in cui lo strumento non esiste, la Carta offre un approccio nuovo per guidare l’impegno dei fornitori di servizi ECEC nel confronto fruttuoso con le varie identità e la loro piena inclusione nei percorsi di educazione e cura. Di contro, nei Paesi in cui l’impostazione non è nuova, l’approccio pluralistico del progetto si sostanzia nella trasmissione di modalità più efficaci verso la gestione delle innumerevoli sfumate riscontrate nella fase di analisi dei bisogni.

Lo strumento di valutazione, digitale e interattivo, è pensato per gli addetti ai lavori ECEC, spesso non specializzati nell’inclusione delle diversità. Servirà a valutare l’adeguatezza dei servizi correnti e ad identificare il percorso di miglioramento più adeguato. Le organizzazioni classificate come aventi un’”impronta di diversità” eccellente riceveranno un certificato.

Il Quadro europeo delle qualifiche del Diversity Ambassador servirà per i responsabili delle risorse umane ECEC, al fine di profilare conoscenze, abilità e attitudini necessarie per rispondere ai bisogni individuali di bambini provenienti da contesti eterogenei, vulnerabili e aventi bisogni educativi speciali. L’EQF sarà corredato da opportune risorse formative, e questo renderà ancora più concreta la possibilità di integrare lo staff delle strutture ECEC interessate con un “campione dell’inclusività”.

Il serious game servirà agli educatori per aiutare i bambini a riconoscere e sfidare i pregiudizi anziché interiorizzarli, a dare un valore positivo alle differenze e a trattare tutti gli esseri umani con rispetto. Gli scenari sono costruiti a partire da situazioni critiche comuni e fanno riferimento ad episodi di discriminazione, razzismo, pregiudizi, stereotipi in cui i giocatori si immergeranno in prima persona, riscontrando le conseguenze immediate di uno specifico processo decisionale.

Per maggiori informazioni scrivere a opportunities@ciape.it

Il team di DIVERSITY+

CIAPE – CENTRO ITALIANO PER L’APPRENDIMENTO PERMANENTE è il coordinatore del progetto. Associazione senza scopo di lucro con sede a Roma, ha come mission l’innovazione nella didattica in Europa. Con più di 100 progetti europei all’attivo, CIAPE conta su una rete di oltre 300 partner in tutta Europa e nel mondo. Nel 2018 ha lanciato uno spazio di coworking a Roma, “The Apartment”, nel quale offre servizi di co-baby ai collaboratori e al pubblico esterno, con l’obiettivo di rafforzare le abilità sociali dei bambini fin dalla nascita, in modo da potenziare le cosiddette soft skill attraverso attività ludiche. I bambini possono imparare divertendosi, comunicando i propri bisogni in modo appropriato, relazionandosi con gli altri in modo efficace, lavorando sull’assertività e l’empatia in linea con il modello scandinavo.

ISSA è un’associazione internazionale con sede a Leida, Paesi Bassi, alimentata dai principali esperti della prima infanzia dall’Europa e dall’Asia centrale. Unisce e supporta professionisti e partner per fornire servizi di alta qualità per i primi anni di vita dei bambini. ISSA è ormai una vivace comunità di apprendimento, una solida associazione attualmente composta da oltre 90 membri provenienti da 40 paesi. Una parte importante del suo mandato consiste nel rafforzare la capacità dei suoi membri di promuovere la qualità ed equità dei servizi dedicati alla prima infanzia.

SKOLA DOKORAN è una fondazione con sede in Slovacchia. Si prende cura dei bisogni di bambini e famiglie provenienti da comunità eterogenee ed emarginate per il raggiungimento della loro piena inclusione sociale. La vision della fondazione risiede nella convinzione che un ecosistema valoriale di tolleranza e servizi sociali inclusivi possano contribuire a questo scopo. ŠD persegue le sue priorità per sviluppo del sistema ECEC e la riforma del sistema educativo a vantaggio dei più emarginati.

ASPIRE-IGEN GROUP LIMITED è un’impresa sociale con sede a Bradford, Regno Unito. È la più grande organizzazione per le carriere e la formazione nella regione dello Yorkshire. Il gruppo sostiene l’inclusione e la rigenerazione sociale fornendo una gamma di servizi di orientamento e formazione. Ciò include l’erogazione di programmi di formazione professionale per giovani NEET e per professionisti dell’orientamento.

BFE – BUSINESS FOUNDATION FOR EDUCATION, è una fondazione con sede a Sofia, in Bulgaria. BFE promuove la pratica della formazione precoce e continua attraverso un lavoro costante con educatori ed esperti. Ciò include lo sviluppo di strumenti professionali ed alti standard di qualità. L’organizzazione è un appassionato promotore dell’orientamento professionale inclusivo.

LINK CAMPUS UNIVERSITY è un’università con sede a Roma, Italia. Rappresenta un partner tecnico specializzato nella costruzione di soluzioni digitali e serious game. Il suo coinvolgimento nasce dal desiderio di aggiungere un ulteriore livello di supporto e qualità alle soluzioni offerte al mondo ECEC in termini di accessibilità e inclusività.

SCHOLA EMPIRICA è una ONG con sede a Praga, Repubblica Ceca, che opera dal 2003 per aumentare la qualità della politica pubblica ceca in ambito ECEC attraverso attività di ricerca sui maggiori trend sociali e il trasferimento di buone prassi. È un istituto scolastico accreditato dal Ministero dell’Istruzione, della Gioventù e dello Sport della Repubblica Ceca. Il suo obiettivo è sostenere gli insegnanti di scuole materne, primarie e secondarie, gli assistenti sociali e i genitori, nella pianificazione del miglior supporto per l’educazione e cura dei bambini.